È venerdì sera. Lunedì hai la consegna e pensi che se tutto va liscio, lunedì riesci a consegnare. Squilla il telefono e il tuo operaio "migliore", quello su cui contavi, ti dice che da lunedì non viene più: ha trovato un altro posto. Punto.
E tu resti lì, con il telefono in mano, a chiamare possibili sostituti che di venerdì sera, quando vedono il tuo numero non ti rispondono.
Ti è mai capitata una roba simile?
Magari l'ultima persona che hai preso sembrava sveglia al colloquio, simpatica, motivata, "questo ha voglia di lavorare". Poi al lavoro è diventata un'altra persona. O ha mollato dopo due mesi, nel periodo peggiore, lasciandoti i clienti arrabbiati e i colleghi a coprire i buchi.
Ti hanno detto che è colpa dei giovani che non hanno voglia di lavorare. Che è la zona. Che è il costo del lavoro.
E in parte oggi ti ci sei pure abituato a pensarlo, perchè te l'hanno detto talmente spesso che .
Ma c'è un numero che fa a pezzi questa spiegazione.
Nel 2025, in Italia, un colloquio di lavoro su tre è andato deserto - il candidato non si è proprio presentato. Quasi 1,75 milioni di assunzioni non chiuse.
Non è la tua zona. Non è un problema solo di Latina. È un problema nazionale, e lo vive chiunque abbia una azienda.
La differenza è che qualcuno continua a sbatterci la testa, e qualcun altro ha capito che forse il problema è da un'altra parte.
E intanto ogni assunzione sbagliata ti presenta il conto. Quello vero: fino a 3-4 volte lo stipendio annuo di un dipendente, tra ricerca rifatta, mesi di formazione buttati, lavoro rallentato e te di nuovo a fare i turni che dovevi delegare.
FONTE: SHRM/ADHR
Il punto non è solo che assumi gente sbagliata. Il punto è che continuiamo a sbagliare anche se ce la mettiamo tutta.
E se il problema fosse da un'altra parte?